elisee reclus

Disegniamo un’Italia diversa (e teniamoci vicini)

Posted on: gennaio 25, 2011

Negli ultimi giorni non riesco a togliermi di dosso quella sorta di stanchezza psicologica che mi ha preso alla scoperta dell’ennesimo scandalo che investe il nostro premier.

Lo sconforto è tale che non riesco neanche a leggere il giornale.

Malgrado ciò ieri – con le ultime energie – ho assistito alla trasmissione de “l’infedele”. A Gad Lerner va dato il merito di fare uno dei pochi talk show di attualità neutralizzando qualsiasi forma di tono sopra le righe. Da conduttore “schierato” riesce a fa ragionare qualsiasi pensiero radicale sia quello della Fiom che quello degli esponenti della Lega.

Ieri la trasmissione ha mantenuto il suo naturale stile senza nessuna faziosità o tono accesso. Tutto questo evidentemente non ha evitato che il nostro premier intervenisse con toni tipici di chi frequenta bordelli e curve di ultras.

Sono andato a letto turbato, scocciato, incazzato. Ho di superare questo sentimento di solitudine e di confusione dovuto al sovvertimento di valori e verità.

Pur essendo tra persone che in famiglia, sul lavoro, sui mezzi pubblici, in linea di massima condividono questo pensiero, il mio malessere non si calma.

Oggi una email di una ex collega mi avvisa che almeno qui a Torino (domani 26 gennaio) c’e’ un flash mob per rendere visibile e palpabile questo sentimento comune. L’iniziativa è anche su internet proposta dall’associazione DinuovoDinuovo.

Domani ci sarò (ore 18.30 a Porta Nuova, ma leggete le istruzioni qui). L’ho promossa violando il codice di utilizzo interno per le email istituzionali perchè la gravità degli atti del premier è di un livello superiore. Non possiamo permetterci eccessi di zelo: la situazione richiede di schierarsi.

A questo proposito da geografo dilettante mi sono posto alcune domande.

E’ possibile realizzare una mappa di un’Italia diversa, indignata, profanata nella sua etica pubblica, da contrapporre a quella che vediamo ogni giorni sui media ?

E’ possibile utilizzare Google Earth in modo diverso dal povero guardone che va a sorvolare sulla Villa di Arcore in ufficio per annusare quelli che io definisco miasmi di un decadentismo senza limiti ?

Io ci ho provato. Le mappe nella storia della geografia spesso giustificano un potere costituito, in qualche caso tratteggiano delle prospettive.

E’ quello che vorrei fare mettendo a disposizione un form che ci aiuti a rappresentare, tramite una mappa, l’Italia che si oppone.

Ovviamente siete liberi non solo di costruirla ma di condividerla.

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