elisee reclus

Archive for gennaio 2011

Molti di voi ieri hanno visto la trasmissione di Iacona incentrata sulla storia di Vassallo e di altri amministratori che al sud sono in prima linea. Piccole grandi storie che a quei fessi come me fanno rinunciare con piacere ad un paio di sere libere per il piacere di lavorare a qualcosa di diverso

Se non mi fosse arrivato un sms sarei andato a letto amareggiato ma un po’ consolato dal fatto che ci possono ammazzare amministratori, bruciare macchine, infangare vite oneste ma in fondo il terreno è fertile e prima o poi potremmo vedere i frutti di una grande forza democratica e progressista.

E invece no. Tocca tornare alle foto anni 80, o spacciare per giovane (per giunta “rottamatore” adesso) un esperimento genetico figlio di una madre democristiana e un padre yuppie. E a fare questa maionese impazzita la prima donna segretaria democratica di Torino.

Cosa è successo ? Roberto Tricarico si è al momento ritirato. Lo spiega bene qui.

Ricapitolo un po’ le ragioni che mi hanno convinto nel mio piccolo a ‘tifare’ Tricarico.

Ho visto un partito per mesi discutere di regole quando la partita era già cominciata. Ricordate da piccoli quando si giocava a calcetto su campi improvvisati ? Se il pallone va sul marciapiede è fuori o si continua a giocare ? Gli arbitri ovviamente non sono mai esistiti e anche le convenzioni di gioco sono state differenti da caso a caso.

Qualsiasi torneo di street soccer ha il suo presunto campione. Solo casi della vita permettono ad uno come Cassano di passare dalle piazze di Bari Vecchia a San Siro. Il più delle volte si è difronte ad un bullo circondato da ottimi tirapiedi. Se uno spettatore seduto sulla panchina della piazza osserva la partita con la gazzosa in mano e prova a chiedere un minimo di rispetto delle regole come le ha viste da un’altra parte… la gazzosa fa una brutta fine. A Bari Vecchia e forse anche a la Falchera.

Le primarie (a Torino, badate bene, o forse proprio a Torino, così dopo Napoli le distruggiamo e viviamo tutti più felici) hanno delle regole che favoriscono la costruzione di questo gioco. Se vuoi giocare nella serie A PD devi raccogliere 700 firme tra gli iscritti, altrimenti povero pezzente fatti la tua squadretta ma servono 3000 firme tra gli elettori e forse entri in campo.

Ora nel PD potevamo avere discreti giocatori ma Piero deve vincere non importa se vincerà il campionato di calcio ma sto cavolo di torneo delle padelle lo vuole portare a casa. Allora Piero grazie all’interessamento della madama segretaria, cui avrà promesso qualche poltrona VIP in qualche palcoscenico migliore incomincia a scegliere i suoi compari.

Dopotutto Piero è da anni che porta il pallone e si offende se non lo fai giocare per di più a casa sua.

Il primo ad entrare in scena è Gallo, una sorta di Re magio che ha in dote 350 iscritti del PD (un 10% circa del totale). Ad un tanto al chilo Gallo con meno di 6000 euro di investimento fa un OPA sul partito e sul candidato sindaco. Anzi fa due OPA perchè visto che Piero ha abbastanza firme ne offre senza andare troppo per il sottile un centinaio allo “yuppies crociato” Gariglio.

Gallo sarà il miglior mediano tirapiedi del torneo e sicuramente sarà assessore al Comune di Torino . E tu beviti la gazzosa e non commentare.

Il secondo mediano tirapiedi ha il nome di Giusy La Ganga. No comment. Sicuramente ha pagato il suo pegno, sicuramente persona di esperienza da mettere a disposizione del partito (proprio il mio ?) ma perchè così in prima fila ?

Gli altri giocatori hanno l’età media del Giusi. Una vita da mediani, in federazione, a coltivare l’orticello, tessere, ragionare e perdere. Non la città ma la vista sul mondo senz’altro.

Per tutte queste ragioni e altre Roberto ha scelto di fare la sua squadra e giocarsela. Chiedendo al partito che fosse il pubblico che beve la gazzosa ad essere coinvolto. Ha provato anche a chiedere una maglia diversa quando le regole si sono irrigidite.

Questo fino a ieri si poteva. E noi pur consapevoli che le nostre caviglie sarebbero state sottoposte a dura prova eravamo pronti, almeno per una partita, a lasciare il giudizio al pubblico. Se poi Piero ci bucava la rete infinite volte gli avremmo dato volentieri la padella, la targa, l’insalatiera, purchè vincesse una volta nella vita la sfida determinante.

A quanto pare non si entra in campo. Perchè i Moggi non ci sono solo nel calcio e le regole del gioco si possono sempre cambiare.

Il bello della politica, direbbe La Ganga

Oggi vorrei allietarvi con una letterina che ricevetti il 1 dicembre scorso da Emilio Fede in risposta a un mio articolo uscito su “Vanity Fair” (Gli arzilli vecchietti della classe dirigente) Così, tanto per sapere come ragiona e come scrive un signore. Riporto testualmente.

A Gad Lerner Non sarai tu a decidere come sarò ricordato.
Tu, quando arriverai a 8o anni, ma ti auguro di arrivarci- soltanto come un imbecille.
Vergognati. Deciderò come ricambiare.
La mia vita e’ stata prestigiosa dal punto di vista professionale e umano.
Se ho avuto delle storie d’amore me le sono meritate.
Tu sei troppo brutto per averne avute.
Soltanto se ridi scappano pure i mostri.
Coglione.
Emilio Fede

Gad Lerner

Negli ultimi giorni non riesco a togliermi di dosso quella sorta di stanchezza psicologica che mi ha preso alla scoperta dell’ennesimo scandalo che investe il nostro premier.

Lo sconforto è tale che non riesco neanche a leggere il giornale.

Malgrado ciò ieri – con le ultime energie – ho assistito alla trasmissione de “l’infedele”. A Gad Lerner va dato il merito di fare uno dei pochi talk show di attualità neutralizzando qualsiasi forma di tono sopra le righe. Da conduttore “schierato” riesce a fa ragionare qualsiasi pensiero radicale sia quello della Fiom che quello degli esponenti della Lega.

Ieri la trasmissione ha mantenuto il suo naturale stile senza nessuna faziosità o tono accesso. Tutto questo evidentemente non ha evitato che il nostro premier intervenisse con toni tipici di chi frequenta bordelli e curve di ultras.

Sono andato a letto turbato, scocciato, incazzato. Ho di superare questo sentimento di solitudine e di confusione dovuto al sovvertimento di valori e verità.

Pur essendo tra persone che in famiglia, sul lavoro, sui mezzi pubblici, in linea di massima condividono questo pensiero, il mio malessere non si calma.

Oggi una email di una ex collega mi avvisa che almeno qui a Torino (domani 26 gennaio) c’e’ un flash mob per rendere visibile e palpabile questo sentimento comune. L’iniziativa è anche su internet proposta dall’associazione DinuovoDinuovo.

Domani ci sarò (ore 18.30 a Porta Nuova, ma leggete le istruzioni qui). L’ho promossa violando il codice di utilizzo interno per le email istituzionali perchè la gravità degli atti del premier è di un livello superiore. Non possiamo permetterci eccessi di zelo: la situazione richiede di schierarsi.

A questo proposito da geografo dilettante mi sono posto alcune domande.

E’ possibile realizzare una mappa di un’Italia diversa, indignata, profanata nella sua etica pubblica, da contrapporre a quella che vediamo ogni giorni sui media ?

E’ possibile utilizzare Google Earth in modo diverso dal povero guardone che va a sorvolare sulla Villa di Arcore in ufficio per annusare quelli che io definisco miasmi di un decadentismo senza limiti ?

Io ci ho provato. Le mappe nella storia della geografia spesso giustificano un potere costituito, in qualche caso tratteggiano delle prospettive.

E’ quello che vorrei fare mettendo a disposizione un form che ci aiuti a rappresentare, tramite una mappa, l’Italia che si oppone.

Ovviamente siete liberi non solo di costruirla ma di condividerla.

Truman: «Chi sei tu?».
Christof: «Sono il creatore di uno show televisivo che offre gioia, speranza e ispirazione a milioni di persone».
Truman: «E dunque chi sono io?».
Christof: «Tu sei la star dello show».
Truman: «E non c’era nulla di reale?».
Christof: «Tu, tu eri reale. Per questo era così bello osservarti. Ascoltami, Truman: non c’è più verità fuori di qui di quanta ce ne sia nel mondo che ho creato per te. Le stesse bugie, gli stessi inganni. Ma nel mio mondo, non hai nulla da temere».
Dal film The Truman Show

Dal film The Truman Show

Video

Posted on: gennaio 25, 2011