I valori sballati della democrazia italiana

La società italiana deve cambiare e in fretta. E’ questo il messaggio che leggo tra le righe della manovra di Monti. Può apparire un interpretazione banale ma leggendo le reazioni che circolano in rete e anche le opinioni di stimati giornalisti come Giannini e Boeri la sensazione è che nel sangue degli italiani ci siano ancora troppe tossine dell’epoca berlusconiana.

Facciamoci un’analisi del sangue. Uno squilibrio abnorme tra colesterolo buono e quello cattivo. Bisogna mangiare più omega tre come dicono i medici: gli italiani hanno perso l’abitudine a informarsi come si deve sulla cosa pubblica. Dopo un ventennio di promesse mai mantenute e di finanza creativa si sono persi gli ordini di grandezza dei problemi. La colpa è dei media ma anche degli italiani che forse hanno seguito molto di più i processi e le leggi ad personam – il colesterolo cattivo – dimenticando di esercitarsi nel confronto politico sui problemi economici e sociali del Paese. Il guaio è che in questo errore c’è cascato anche il centrosinistra compreso il PD che una proposta vera, alternativa, su paradigmi diversi non l’ha mai tirata fuori.

La controprova è che sulla manovra anche abili giornalisti hanno riproposto la chiave di lettura della manovra agostana tirando fuori ipotesi prive di fondamento. Monti meritava più rispetto solo per la sua apertura in conferenza stampa.

Carenza di fosforo. Come è possibile dimenticarsi quello che abbiamo passato per vent’anni o anche solo negli ultimi mesi e scatenarsi contro il primo atto partorito in due settimane da un governo appena insediato ? Agli smemorati di Collegno consiglio di rileggersi gli articoli di Boeri e di Scalfari di quest’estate dove era del tutto evidente che ogni ipotesi ventilata (a mercati aperti, my God!) era una tassa in più nei mesi futuri. In ogni caso non dare credito per sei mesi a questo governo quando si è votato, si è sostenuto, e ci si è persino rassegnati a Berlusconi, Bossi e Tremonti per anni, mi sembra assurdo.

Alta presenza di piombo. E’ una cattiva aria. Sarà anche lo sblocco di aspettative generatesi con la caduta di Berlusconi ma i conti sono da pagare e purtroppo in Parlamento a condizionare il gioco ci sono gli Scilipoti, i Cicchitto e i Di Pietro che al bene del Paese preferiscono l’interesse personale (in più Alfano non da grandi garanzie di tenuta del PDL). Quindi scordiamoci che si possano realizzare le cose che farebbe un governo di centrosinistra almeno in questa prima fase critica.

La medicina è amara ma come dicono sempre i medici nei casi più gravi la guarigione parte da noi stessi: siamo più seri, informiamoci meglio, inseguiamo meno le veline (che quasi quasi, ieri, a qualcuno sembravano essere meno sgradevoli nei comportamenti dell’emozionata e sincera Fornero). Se crediamo in noi stessi possiamo lottare contro la malattia ad armi pari. Cogliamo l’occasione di rinascere, l’esempio sotto gli occhi di tutti è quello di Napolitano che con un consenso popolare enorme e il rispetto delle regole ha abbattuto un virus che sembrava invincibile. Il nemico da abbattere per noi italiani e per il governo Monti ora è la cattiva politica: se il premier sentirà crescere un consenso forte nella società civile questo governo potrà far digerire ad una classe politica ormai ombra di se stessa le vere riforme che servono a questo paese.

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