elisee reclus

Archive for luglio 2010

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Posted on: luglio 30, 2010

Se ultimamente preferite il colore verde e arrivate ad apprezzare quel vezzo piccolo borghese del fazzolettino che esce dal vestito questo post fa per voi.

Noto con piacere che la stampa ultimamente ha preso di mira la Lega e le sue contraddizioni. Io mi associo alla scommessa di Gad Lerner che prevede  una sfilza di politici leghisti indagati per connivenza con le varie mafie (non ci vuole grande intuito: in alcune aree governano da vent’anni e hanno un loro sistema di potere).

Mentre Maroni si arroga i meriti di forze dell’ordine e magistrati che rischiano la propria vita per sconfiggere la mafia notiamo alcune cose.

In primis i vestiti macchiati di alcuni esponenti leghisti. Le consulenze da cani elargite da Zaia e Lusetti messe in evidenza da Caporale non sono da meno alle tante denunce di esponenti leghisti nei confronti degli sprechi di Roma Ladrona.

Il rispetto delle regole poi è già abbastanza evidente con la questione delle “quote latte” tant’è che il buon Civati propone di soprannominare il figlio di Bossi il “Quota”.

Il tutto condito da un disorientamento dovuto ad un leader ormai decrepito che in vent’anni di potere nel Nord non è riuscito a dare nulla al “suo” popolo se non elargire piccole regalie ai suoi. Gad Lerner oggi dipinge bene la situazione tra gli omini verdi.

Il vizio leghista è quello di non vedere tutto quello che fa il suo alleato (per molto meno governi pentapartito facevano la crisi) e di avere la memoria corta.

Posto che esistono diversi nord (riflettete sulla situazione dell’Expo e di quello che è stato fatto a Torino per le Olimpiadi senza che nessun politico sia stato mai indagato) la domanda sorge spontanea: dove è questo fulgido esempio di superiorità morale, legalità e capacità di rispondere agli interessi collettivi?

Paradossalmente in questi avvenimenti si intravede un tratto comune che unisce il nord al sud.

P.S. la Lega voterà giovedì in finanziaria l’emendamento per coprire il buco di bilancio di Roma. Federalismo olè

Più passa il tempo e più sono convinto che un anno fa in questo periodo feci bene a sostenere la candidatura di Marino a segretario del PD. Era una battaglia persa ma che doveva essere combattuta per cambiare l’aria del partito ( e poi l’Italia).

Qualcuno che ormai ha rimosso i meccanismi di formazione del pensiero politico all’interno di un’organizzazione democratica pensa che quella battaglia sia stata vana.

Se guardo nel mio piccolo – il mio circolo – potrei dare anche ragione per un secondo alla delusione dei più. Molti di coloro che si sono iscritti allora per dare il voto a Marino non hanno rinnovato la tessera o sono li in sospeso. Molti di questi non iscritti fanno più attività politica all’interno del PD con gruppi informali come Andiamo Oltre o Banda Larga di tanti iscritti.

Tra quelli rimasti (vecchi e nuovi) io credo usciranno tante personalità politiche che faranno strada. Di sicuro la nostra politica con loro acquisterà chiarezza e sicurezza nelle posizioni.

Oggi nelle varie fibrillazioni sulla proposta Vendola sono andato a leggere cosa riportava Cambia l’Italia e ho tirato un sospiro di sollievo:

In relazione all’articolo apparso oggi su Repubblica, teniamo a precisare che Cambia l’Italia (l’area politica che fa riferimento a Ignazio Marino) non è interessata ad entrare nel gioco del “toto nomi” che i giornali stanno alimentando sulla futura leadership del centrosinistra. Inutile puntare su nomi e cognomi trascurando le idee e i programmi. Senza quelli, qualsiasi aspirazione a succedere alla destra al governo del Paese risulterebbe inconsistente. Non vogliamo essere coinvolti in un gioco fatto di indiscrezioni e retroscena politici che tralasciano del tutto le necessità dei cittadini.

L’area di Cambia l’Italia, inoltre, ha già un suo riferimento politico: siamo all’interno del Partito Democratico, dove vogliamo proporre idee solide e innovative, impegnarci per il rinnovamento della politica e della classe dirigente, il lavoro, l’attenzione per l’ambiente, i diritti, il rilancio dell’Europa. Detto questo, è evidente il nostro apprezzamento per l’azione politica di Nichi Vendola. La sua voglia di cambiamento e lo sforzo di innovazione della comunicazione che sta compiendo, hanno tutta la nostra ammirazione. Nessuna politica dell’uno contro l’altro, dunque, ma una somma di intelligenze per costruire la vera alternativa.

Per mettere le cose in chiaro subito io voterò Vendola a prescindere dal voto di lista perchè ha una sua storia chiara, ha idee forti ed ha un seguito tra i giovani che il Partito Democratico si sogna.

Mi piacerebbe che il partito non andasse in fibrillazione per qualche riunione di contatto (Vendola non ha difatto un partito organizzato e comunque non è presente in Parlamento. E’ ovvio che chieda di portare qualche istanza ai parlamentari del PD) così come mi piacerebbe che Vendola tenga sotto traccia quest’energia (Niki ma  quando governi la Puglia ?) e condividesse questa sua candidatura all’interno delle opposizioni.

La penso come Civati (porta sfiga pensare che Berlusconi sia finito) e faccio un pronostico: assisteremo a molti cambi di casacca nei prossimi anni.

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Posted on: luglio 23, 2010

Oggi qualche sondaggio certifica il crollo dei consensi del governo Berlusconi.

Purtroppo nessuno sembra approfittarsene. Incomincio a pensare che una spiegazione plausibile possa essere ricercata nella società e non nei partiti di opposizione (che hanno tutti grandi problemi).

Forse gli italiani non sanno più a chi regalare le scamorze e non sanno più a che santo votarsi ?

P.s.  in onore dell’ultimo video di Guzzanti questo blog riprende la sua tagline

Se dovessimo chiedere all‘“uomo della strada” cosa pensa dei fatti che stanno emergendo in questi giorni non ne troveremmo uno in grado di difendere i personaggi chiamati in causa nell’inchiesta. Questo è un bene. Forse finalmente l’opionione pubblica si sta rendendo conto del disegno che c’e’ dietro la legge-bavaglio e si riuscirà a disinnescare in qualche modo l’ennesimo “falso problema” che affligge l’Italia.

Detto questo però la cronaca giudiziaria mette a luce un nodo critico del nostro sistema paese. E’ vero, siamo di fronte ad un disegno criminale ma quanto questa attitudine è alimentata da comportamenti largamente diffusi nel nostro Paese ?

Noi italiani abbiamo avuto un rapporto sempre ambiguo con il potere. Ne scrive molto chiaramente oggi Spaventa su Repubblica. Quanta energia si spreca nel cercare le “persone giuste (per far carriera)”, quanto tempo si spende nell’adulare il potente (piccolo o grande ) di turno per ottenere nel tempo quel piccolo favore che si può chiamare segnalazione o interessamento ? Si inizia con il sottrarre tempo al proprio lavoro per un paio di scamorze da regalare al geometra comunale per un balcone con veranda. Oppure a passare ore a umidificare parti non battute dal sole per adulare il superiore di turno.

Tutti atteggiamenti legali o ai limiti della legalità – le scamorze sono comunque socialmente accettabili – ma quantomeno inopportuni. Un economista catalogherebbe questo fenomeno come una perdita di efficienza del sistema. Se poi questa strategia ha dei risultati per il singolo (sia un ragioniere che cerca la promozione o la Marcegaglia che per due lire si compra l’Alitalia poco importa) il danno è maggiore. Si ha una selezione inversa: non c’e’ correlazione positiva tra capacità individuali e ruolo svolto con l’aggravante che rischiamo di avere funzionari, medici, magistrati, imprenditori …e politici che non reggendosi su un sistema meritocratico non riescono a creare le condizioni per uno sviluppo (sociale, economico, culturale, ambientale…bla bla bla) del nostro Paese.

Anche per questi motivi la situazione italiana non si può risolvere esclusivamente per via giudiziaria: bisogna ricostruire quell’humus sociale che altrove ha garantito un sistema di valori in grado di filtrare e bloccare comportamenti distruttivi del bene comune.

Lo so viviamo quotidianamente in una società che ci propone scamorze o ci consiglia la latteria migliore dove comprarle. 

E a furia di parlare di scamorze mi son reso conto che sono bianco come un latticino ed è ora di pensare alle vacanze al mare.

P.s. In Puglia esiste una cultura del latticino (poi, grazie a dosi massicce di film di Lino Banfi sorbite in adolescenza, qualche rampante imprenditore barese ha proposto escort al posto delle scamorza non sfigurando nel gradimento della controparte). Con “scamorza” in pugliese, però, si indica anche una schiappa, un soggetto privo di qualsiasi talento calcistico/sportivo. Quindi se mi regalate una scamorza io capisco il reale apprezzamento per le mie abilità sportive.

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Posted on: luglio 14, 2010