Due grandi argomenti

Il buongiorno si vede dal mattino. E stamattina il primo collega che mi ha fermato mentre andava in bicicletta in ufficio mi ha urlato nelle orecchie “La Gangaaa”.

Al che ho deciso di offrirgli un caffè. Siccome lo sberleffo è stato riproposto da ulteriori colleghi e amici riordino le idee e le motivazioni in questo post.

Io non voterò La Ganga. Sono di quelli che osteggiano questi “mashup” con la Prima Repubblica in qualsiasi contenitore essi avvengano (e fidatevi ciò avviene molto più di frequente in forze politiche che fanno del moralismo la loro bandiera).

La mia contrarietà a La Ganga è testimoniata da email (di fuoco) mandate al circolo cui siamo iscritti entrambi (ahimè) e in post scritti su questo sito in tempi non sospetti.

Durante Tangentopoli avevo la tessera de La Rete e oggi quella di Libera, quindi vorrei che mi si ascoltasse senza paraocchi.

Io credo che sia un errore grave della segreteria (e io credo che Fassino sia del tutto estraneo alla questione) aver presentato La Ganga alle comunali, ma è un gravissimo errore per l’elettore puntare il dito e gli occhi su quel nome e ridurre tutto ad una questione di una singola persona candidata. Chi lo fa non si accorge di cadere in quel subdolo gioco mentale che questa maggioranza ha mediaticamente messo in piedi negli ultimi anni: sono tutti uguali, fanno tutti schifo, mangiano tutti e altre frasi fatte.

In questo gioco uno si distacca dalla politica: votano sempre di meno, votano per lo più quelli già schierati e quelli che si convincono che se tutto è uguale voto il conoscente, il più simpatico, quello che inconsciamente rimane impresso da questi manifesti giganteschi.

E no. Lo dico da ipercritico. Se c’è stato un errore di fondo il compito non è insufficiente  perché la lista del Partito Democratico nei suoi fondamenti è buona: ci sono due donne ai primi posti che rappresentano le sfide della modernità come la scuola e l’impegno sociale. Ci sono personalità come Laura Onofri che hanno riattivato un rapporto con la società civile organizzando manifestazioni come “Se non ora quando”. Ci sono bravi amministratori che negli ultimi anni hanno lavorato bene come Roberto Tricarico, Ilda Curti e Marta Levi. Ci sono tanti altri consiglieri comunali che hanno lavorato bene. C’è chi ha lavorato sul territorio e lo vuole rappresentare in Consiglio comunale. Ci sono 13 donne su 40 e non è poco perchè sono candidature competitive.

Ci sono le risposte alle principali critiche per cui fino a ieri si denigrava il lavoro del maggior partito di opposizione che ha fatto di Torino un gioellino ed un’esempio di come potrebbe essere amministrato il nostro Paese.

Senza che nessuno delle sue decine di amministratori abbia avuto problemi con la magistratura (record che per esempio Cota ha battuto in sessanta giorni con il caso Rosso).

Una lista così si ottiene discutendo, mediando, cercando sintesi e non la decidono a Roma i Casini, i Di Pietro, i Vendola, o il prossimo populista Grillo ecc.

Non siamo un partito-persona, siamo un partito plurale con uno statuto e degli organismi interni articolati, magari complessi (o forse ritenuti tali perché ormai dall’altra parte c’è solo uno che fa e disfa tutto senza regole e si è convinti che solo contrapponendone uno simile si riuscirà a vincere), ma sicuramente più democratici.

Poi all’interno di questi processi ci sono delle forze più o meno forti che cercano rappresentanza. I socialisti sono tra questi e hanno scelto La Ganga (o forse si è imposto lui ai suoi per carisma e forza). Credo sia leggittimo dare adeguata rappresentanza a quest’area altrimenti molte delle critiche ai democratici non troverebbero risposta. Io per primo ci starei meno bene per una serie di motivi che è lungo spiegare.

Detto questo domenica il candidato La Ganga ha ricordato di aver rinunciato all’immunità parlamentare, di essere andato dal giudice e di aver pagato il conto con la giustizia. Insomma molto più di uno Scilipoti contemporaneo.

Chissà che non sia proprio questa la vera sfida: dimostrare in un’epoca in cui non si nega un posto al CSM ad uno sotto processo come Brigandì che chi ha pagato il suo conto può tornare in gioco e prendersi una rivincita dimostrando che buttando l’acqua (la prima Repubblica) abbiamo buttato in qualche caso anche il bambino sporco (non La Ganga – che galleggia – ma tanti politici che avevano un altro tipo di rapporto con le Istituzioni e con la Legge).

Sarebbe meglio se questa persona stesse in panchina ma solo voi elettori potete farlo facendo due cose che tanti iscritti al PD stanno facendo da mesi (e fossimo di più magari anche grazie a voi avremmo ottenuto il risultato in anticipo):

a) scegliere di non votarlo guardando l’ampia scelta di persone valide presenti nel PD

b) scrivere email di protesta

Troppo comodo stare in poltrona e sperare che guardando Santoro il nostro cada per forza telepatica. Alzate il sedere, la democrazia si riconquista facendo sentire la propria voce e partecipando. Altrimenti in fondo in fondo molti di voi si augurano che i prossimi manifesti siano così.

E.R.

P.S. Se poi La Ganga prende un voto in meno del necessario ma li prende in parte dagli ex socialisti delusi che sono nel centro destra io sono soddisfatto.

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