elisee reclus

Non nel mio nome

Posted on: dicembre 18, 2010

Caro segretario,

con la sua proposta di oggi non rinnoverò la tessera e mi dimetterò dalla assemblea regionale.

E’ una proposta che è succube di una egemonia sottoculturale che è molto diffusa nella classe dirigente che lei si è scelto. Qualche sentore lo si vedeva da qualche tempo qui a Torino dove rischiamo di perdere la città per l’incapacità di segretari provinciali e regionali.

Oggi lei dimostra che non ha la caratura per proporre un cambiamento di paradigma al centro sinistra, fondato su un’autonomia culturale, un’autorevolezza della classe dirigente ed una proposta politica chiara. Mi aspettavo di più per la capacità di tenuta nell’ultimo voto di fiducia che doveva dare slancio ad una nuova fase, mi aspettavo di più da lei per l’enorme ricchezza di persone e di energie che nel Partito Democratico come militanti e amministratori sono in grado di garantirle rapidamente un cambiamento radicale del partito in poco tempo. Basta ascoltarci. E le primarie sono nate per questo. Ha ragione Bosetti quando dice:

Andrebbero dunque iniziate subito le operazioni di rinnovamento della squadra e della formula di gioco. Temo invece un lungo pantano di rinvii e di conflitti: c’è infatti per tutta la vecchia guardia la golosa possibilità di dividersi con solerzia tra chi ritiene una priorità assoluta liberarsi di Berlusconi alleandosi con chiunque e sostenendo formule proporzionaliste e altri che difenderanno con rigore assoluto il bipartitismo; c’è poi chi vorrà rinviare, per «opportunità» una dura battaglia interna per selezionare i candidati al ruolo di premier e chi no. Inutile dire quanto sono e saranno inutili queste divisioni di fronte agli eventi (in corso altrove) e alla mastodontica difficoltà di rendere credibile il PD.

Non metto in discussione la sua leadership ma se non sarà in grado di propormi una visione alternativa riformista guarderò con attenzione a quello che avviene a sinistra con un leader, Vendola, capace di interpretare i più profondi malesseri sociali di questa crisi paradigmatica e pazienza se la radicalità su alcuni argomenti come la TAV contrasterà con la personale visione riformista della società.

Di sicuro non ho nulla a che spartire con nuclearisti, postfascisti con molti scheletri nell’armadio.

Vorrei che lei non pensasse timorosamente agli equilibri interni tra leader ormai consunti ma prendesse a riferimento nel disegno della sua proposta personaggi come Vassallo che umilmente hanno servito questo Paese e questo partito nella speranza di un futuro diverso.

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