elisee reclus

Il panino con il salame

Posted on: novembre 18, 2010

Si intravede qualche spiraglio sulla candidatura a Sindaco di Torino.

Il PD romano converge sul nome di Profumo (rettore del Politecnico). Ne escono sconfitti il Chiampa e Fassino, il quale si incazza e si ritira dalle primarie che ancora non lo avevano visto candidato ufficialmente.

Se è questo lo scenario il PD locale acquista un minimo di credibilità. Insomma si sarebbe rischiato una disarticolazione interna del partito facendo vedere chiaramente all’elettore la spaccatura in famiglie che il PD ha al suo interno. E Fassino avrebbe coronato una sua peraltro giusta ambizione fregandosene dei problemi di un partito che ha contribuito a far nascere e rimandando il ricambio generazionale al 2020.

Con Fassino candidato sindaco il PD avrebbe fatto la figura della fetta di salame tra una fetta di pane rappresentata dal nuovo polo di centro destra e un altra rappresentata dall’ascesa di una sinistra radicale che sa proporre nomi credibili per le primarie (Puglia, Milano,…) e temi politici di cui ormai nessuno parla.

Potevamo permetterci un ulteriore distacco da un elettorato sempre più critico ed incalzante in una città dove il centro sinistra è stato sempre anticipatore di temi e formule politiche ?

Nonostante stima e affetto dentro e fuori il partito, Fassino ha fatto il suo tempo ed in un epoca da fine della seconda Repubblica sarebbe stato visto come una ricetta vecchia e poco coraggiosa.

Profumo convincerà tutti ? Fino ad esso delle sue idee si sa poco. Personalmente mi aspetto molto da una persona che conosce il mondo ed è un alto rappresentante della “società della conoscenza”, una delle poche armi in mano per risollevarci da questa crisi paradigmatica.

Certo, se come risulta, si circonda di consiglieri tipo Piergiorgio Re (conosciuto personalmente da studente, credetemi è un destro puro e alquanto sfalzino) non c’e’ da stare allegri. Profumo abbia chiaro in testa che è espresso da una forza riformista di sinistra e se è confuso sui valori e priorità di un agenda politica poco chiara agli stessi militanti democratici faccia uno sforzo: consumi le suole e cerchi di conoscere la città e le sue istanze in fretta.

Per questo non sono del tutto convinto che le primarie siano da evitare: possono essere un obiettivo di breve termine per iniziare a lavorare subito e accrescere la visibilità del candidato. E il confronto con altri candidati può migliorarne profilo e contenuti dell’Agenda.

Il panino con il salame intanto se lo mangia Fassino

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