(Da Piovono rane di Alessandro Gilioli)  Ieri l’ufficio stampa di Gianfranco Fini ha diffuso un comunicato – relativo al voto di oggi sulla sfiducia al sottosegretario Caliendo – di sole cinque parole: «Fini ha le idee chiarissime». Oggi tutti i giornali dedicano quindi alcune colonne all’interpretazione dell’oscuro messaggio: idee chiarissime sì, ma quali? Per le dimissioni? Contro? Astenuto? Niente di così fondamentale, lo scopriremo fra poche ore. Ma l’aspetto interessante è che pare si sia ufficialmente aperta una nuova stagione politica: quella in cui la rosolatura a fuoco lento del premier passa attraverso dichiarazioni esoteriche, messaggi criptici e fumosi non detti – in base al noto principio secondo il quale tanto più una minaccia è vaga e indefinita, quanto più fa paura al ricevente. In altri termini: se io ti dico “ti faccio a pezzi”, non sortisco alcun effetto, ma se ti dico: “eh, su di te ho le idee chiare e provvederò più avanti” ti terrorizzo. Ricorderemo quindi l’agosto 2010 come l’era della Vaga Minaccia. Con Fini che prima di ogni voto sull’esecutivo si performerà in una serie di «So già cosa fare e lo farò», «Eh eh eh, ci sarà da divertirsi», «Faremo quel ch’è giusto fare», e magari un bel «Silvio dorma pure preoccupato».

E Silvio dorma pure preoccupato

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